Affitto
Garanzie sull'affitto: deposito, fideiussione, assicurazione sui canoni
Il deposito cauzionale fino a tre mensilità, la fideiussione bancaria o assicurativa, la polizza sui mancati canoni: le tre vie per tutelarsi in un contratto di locazione, spiegate con onestà.
Affittare un immobile significa affidarlo a qualcun altro per mesi o anni. Per questo esistono le garanzie: strumenti che tutelano il proprietario se qualcosa va storto — canoni non pagati, danni, morosità. Conoscerle serve a entrambe le parti, perché una garanzia ben scritta protegge il locatore senza penalizzare l'inquilino corretto. Vediamo le tre principali.
Il deposito cauzionale: massimo tre mensilità
È la garanzia più comune. L'inquilino versa una somma che il proprietario trattiene fino alla fine del contratto, a copertura di eventuali danni o canoni non pagati. La legge sulle locazioni abitative fissa un limite chiaro: il deposito non può superare le tre mensilità del canone. Una clausola che chiede di più è nulla per la parte eccedente, e l'inquilino ha diritto a riavere quanto versato in più. Il deposito inoltre produce interessi legali a favore dell'inquilino e va restituito alla riconsegna dell'immobile, se tutti gli obblighi sono stati rispettati.
Limite delle tre mensilità per il deposito cauzionale nelle locazioni abitative (art. 11 L. 392/78). Per i contratti commerciali la disciplina è diversa: verifica con un professionista.La fideiussione bancaria o assicurativa
In alternativa (o in aggiunta, nei limiti di legge) al deposito in denaro, la garanzia può assumere la forma di una fideiussione: una banca o una compagnia assicurativa si impegna a pagare al posto dell'inquilino se questo non adempie. La fideiussione bancaria è spesso "a prima richiesta", cioè il proprietario può escuterla senza passare dal giudice; quella assicurativa è in genere meno costosa ma può prevedere condizioni diverse per l'escussione. È una soluzione utile quando l'inquilino non vuole o non può immobilizzare una somma in contanti.
L'assicurazione sui mancati canoni
C'è infine la polizza di protezione dei canoni, che il proprietario stipula per tutelarsi contro la morosità: la compagnia copre i canoni non incassati entro un massimale e, spesso, anche le spese legali per il rilascio dell'immobile. Di solito richiede che l'inquilino superi una verifica di solvibilità in fase di stipula. È una tutela che sposta il rischio sul contratto assicurativo, con un costo annuo a carico del proprietario.
Come scegliere, con onestà
Non esiste la garanzia "migliore" in assoluto: dipende da chi sei e da cosa temi. Il deposito è semplice ma immobilizza denaro; la fideiussione alleggerisce l'inquilino ma ha un costo; l'assicurazione protegge dalla morosità ma seleziona l'inquilino. Attenzione a non cumulare garanzie oltre i limiti di legge: una richiesta eccessiva può rendere nulla la clausola. Prima di firmare, fai verificare il contratto da un professionista — commercialista, avvocato o associazione di categoria.
Domande frequenti
Nelle locazioni abitative, al massimo tre mensilità del canone. Oltre quel limite la clausola è nulla per l'eccedenza, e il deposito matura interessi legali a favore dell'inquilino.
Sì, alla riconsegna dell'immobile, se non ci sono danni o canoni non pagati da coprire. Spettano all'inquilino anche gli interessi legali maturati.
Vanno rispettati i limiti di legge sulle garanzie: una richiesta cumulativa eccessiva può essere contestata. Fai verificare la clausola da un avvocato o da un'associazione di categoria.
Un immobile è anche una questione fiscale
Ogni operazione immobiliare ha due lati: da una parte l'immobile (valore, aste, due diligence), dall'altra il fisco e la società (cedolare o partita IVA, bilanci, gestione a reddito). Capitale Immobiliare li tiene insieme: il magazine racconta il metodo, gli strumenti sono due.

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